Il progetto educativo
Il progetto educativo di gruppo elaborato dalla Comunità Capi assicura l’unitarietà della proposta educativa dell’Associazione tra le varie unità, la sua continuità tra le varie branche, il suo adattamento alle accertate necessità dell’ambiente in cui il gruppo vive.
Esso che assume forma scritta, [...] è presentato ad ogni nuovo Capo che entra in Comunità Capi, illustrato alle famiglie dei ragazzi e periodicamente ridiscusso secondo le necessità.
Ambito Associativo.
A.1 Capi
A.1.1 Progettualità:
Analisi-Obiettivi:
E’ necessario sviluppare nei capi una maggiore padronanza della loro progettualità che li porti ad essere reali artefici del proprio cammino.
E’ necessario che ogni capo abbia bene in mente i passi da compiere per definirsi meglio come capi nel presente e per progettare una crescita come persone e capi futuri.
Si vuole evitare la ripetizione di alcune situazioni in cui alcuni capi, presi dall’entusiasmo iniziale, si sono poi ritrovati in difficoltà per una mancata progettualità e sono inevitabilmente entrati in crisi.
Tale progettualità va anche estesa all'intera Comunità Capi che negli ultimi anni non ha saputo applicare i progetti sui singoli capi e sulle singole Branche con il risultato di aver ricoperto ruoli con persone poco adatte e di aver chiesto delle responsabilità a chi non era nelle condizioni di farlo.
Strumenti:
- A.1.1.a: Progetto del capo: tutti i capi devono presentare, aggiornare e condividere il proprio progetto del Capo con la Comunità Capi.
- A.1.1.b: Carta delle Staff: all’inizio di ogni anno, nell’assegnazione degli incarichi di branca, è necessario realizzare una carta (che sarà la naturale continuazione di quella dell’anno precedente) in cui la Coca stabilisce quali sono i capi (ed aiuti) unità e quali sono i progetti futuri del singolo capo sulla branca di competenza.
Tali ruoli verranno assegnati in base alle competenze acquisite, alle attitudini personali, ai singoli progetti del capo e alle necessità del gruppo.
Questa azione ha lo scopo di rendere maggiormente visibile a tutta la Coca il progetto di servizio dei singoli capi e ha il compito di responsabilizzare ogni capo in relazione al suo impegno. In tale progetto, particolare attenzione va rivolta ai tirocinanti.
A.1.2 Formazione metodologica-associativa:
Analisi-Obiettivi:
Nonostante i progressi registrati, permane la tendenza di qualche capo a non terminare o a non iniziare il corretto iter formativo.
Ogni singolo capo è chiamato a curare, come richiesto dal regolamento nazionale di formazione capi, l’itinerario formativo di base al fine di garantire un buon servizio (con competenza ed intenzionalità educativa) nell’educazione ai ragazzi che rappresentano la nostra ragion d’essere.
Storicamente il gruppo di Gualdo Tadino non è mai stato troppo partecipe alle attività proposte dalla zona o dalla Regione.
Questa situazione rappresenta un forte ostacolo alla formazione permanente di tutta la Coca che in questo modo rinuncia ad un confronto costruttivo e ad un ambiente stimolante.
Lo stesso gruppo deve rispondere anche ad una necessità di confronto rispetto ad altre Comunità capi e altri capi che non vengano da esperienze comuni, in modo da verificare e confrontare le proprie attività e modalità operative.
Troppi capi sono molto presi dalla propria Branca non riuscendo a comprendere l’importanza degli strumenti di altre branche. Tale situazione rende anche difficile l’individuazione degli strumenti in situazioni difficili in cui si richiede l’intervento della Coca.
All’interno della Coca si tende a tralasciare la formazione dei Tirocinanti. E’ necessario identificare da subito i “Tutor” maggiormente responsabili del Tirocinio di ogni singolo elemento ed è importante che lo stesso partecipi alle attività proposte dalla Zona-Regione. E’ necessario condividere maggiormente in Coca il cammino di ogni tirocinante.
E’ necessario valorizzare la figura del Capo Gruppo all’interno della Co.Ca.
Non deve essere più visto come una pura e semplice figura istituzionale, ma è necessario riqualificare tale figura come quadro, riferimento e stimolo per la Co.Ca.
Strumenti:
- A.1.2.a: Ogni capo si impegna a concludere l’iter (invio richiesta nomina a capo) entro 4 anni dalla entrata in Coca impegnandosi a realizzare un campo CFM entro il primo anno di tirocinio
- A.1.2.b: Ogni branca non può permettersi di ignorare quanto viene proposto dagli incaricati regionali alle branche. Sarà quindi necessario che almeno un elemento per Branca partecipi agli eventi dedicati e che le staff cerchino di integrare il proprio progetto di branca con quello regionale.
- A.1.2.c: LLa Co.Ca. deve rendersi parte più attiva all’interno delle Assemblee e degli eventi associativi. La Co.Ca. si impegna a una migliore preparazione e partecipazione agli eventi. Sarà anche necessario partecipare agli eventi formativi proposti dagli incaricati Fo.Ca. regionali.
- A.1.2.d: Una volta l’anno ogni staff illustrerà gli elementi salienti del metodo a tutta la Co.Ca con lo scopo di far conoscere a tutti i capi gli elementi metodologici delle altre branche e per stimolare i capi a “rispolverare” il metodo. Inoltre le staff si impegnano a un utilizzo degli strumenti di Progressione Personale Unitaria e un impegno costante a confrontarsi maggiormente sui ragazzi in Co.Ca.
- A.1.2.e: Partecipazione da parte dei tirocinanti all’evento Regionale-Zona. I tutor, a metà e a fine anno, faranno una verifica in Co.Ca. del cammino percorso, puntando l'attenzione su: rapporti interpersonali, progressione personale del capo stesso puntando l'attenzione sulla testimonianza e sulla coerenza. Il tutor deve comunque riportare in Coca eventuali problemi sorti durante l’anno.
- A.1.2.f: Partecipazione del capo gruppo ai consigli di Zona e agli eventi dedicati
A.1.3 Formazione permanente:
Analisi-Obiettivi:
Negli anni la Co.Ca. non è mai riuscita a realizzare un vero e proprio programma di “formazione” relegando ogni riunione ad un insieme di informazioni tecniche.
Si è notato come tale mancanza abbia impedito ai capi di crescere nelle proprie convinzioni e motivazioni creando un ambiente poco stimolante in cui il trapasso di nozioni, il confronto ed il senso di appartenenza ad una comunità sia venuto meno.
E’ anche necessario riportare il capo alla propria dimensione fatta non solo di attenzione al ragazzo, ma anche di altri aspetti.
Strumenti:
- A.1.3.a: La Coca si propone di strutturare la propria attività attraverso una suddivisione netta tra riunioni tecniche e formative.
Le prime andranno effettuate in corrispondenza di “eventi particolari” in modo da evitare che si riduca tutta l’attività di Coca a esposizione di nozioni tecniche su come e cosa fare. Le altre riunioni dovranno essere strutturate in modo tale da sviluppare i tre ambiti del patto associativo: scelta scout, cristiana e politica. Sarà quindi necessario curare un vero e proprio programma che accompagni la Coca durante l’intero anno e che preveda anche dei momenti forti. Tale programma verrà realizzato attraverso le diverse riunioni durante l’anno e attraverso 2 uscite di Coca programmate (per es. scelta cristiana: sarà opportuno individuare un filone da seguire durante l’anno a cui associare delle esperienze cristiane “vere”)
Per l’area “Fede” si veda il punto 1.4.
A.1.4 Area Fede
Analisi-Obiettivi:
Per avere incisività sul territorio serve da parte del gruppo scout la consapevolezza di essere sufficientemente maturi nella scelta di fede con la rispettiva testimonianza.
Da parte nostra serve una maggiore maturità nella vita di fede. Catechesi, liturgia e carità sono 3 ambiti in cui agisce e interagisce la vita del cristiano.
Se la catechesi prepara ad una conoscenza alla persona del Signore, nella liturgia abbiamo la celebrazione e l’incontro con lui, nella carità abbiamo l’incontro con Lui presente nelle figure dei poveri e dei dimenticati.
I 3 punti all’interno della realtà scout:
- Catechesi: non abbiamo una buona interazione tra parrocchia, scuola e attività propria del gruppo. Servirà una maggiore attenzione alla crescita dei singoli
- 2. (questo punto sarà sottoposto a prossima revisione con nuovo A.E. di Co.Ca. ) liturgia: risulta essere legata al semplice concetto di “messa” o al semplice animare i canti. Servirebbe rivisitare il tutto, capire le parti della celebrazione e porre maggior attenzione ai tempi liturgici della vita Cristiana (Natale, quaresima, avvento, …). Inoltre i vari momenti significativi della vita scout vanno maggiormente qualificati nei momenti celebrativi.
- carità: è il luogo dove quello che abbiamo imparato e vissuto, viene donato. Da sempre lo scoutismo si è contraddistinto per l’impegno nel sociale, va qualificato nel solco della fede nella propria comunità.
Nell’immediato vogliamo concentrarci nel qualificare le nostre celebrazioni.
Prima di proporci come “animatori nelle parrochie”, dobbiamo saper animare veramente.
Questo non pregiudica la partecipazione agli eventi principali delle parrocchie dell'oratorio e dei ragazzi e alle attività dell’oratorio stesso: festa di D. bosco, via crucis, Beato Angelo (fiaccolata), processione del venerdì santo, Maria Ausiliatrice, Corpus Domini, considerando opportunamente la appartenenza a varie parrocchie dei ragazzi, ed al limite adottando una rotazione delle parrocchie delle quali partecipare agli eventi liturgici.
In futuro l’obiettivo è quello di essere così significativi ed incisivi da essere riconosciuti anche dai parroci come educatori cattolici.
Strumenti:
- A.1.4.a: Effettuare delle attività di Coca che abbiano una continuità su tutto l’anno ma che possano anche sfociare in delle uscite apposite. Per l’anno 2005-06 si parlerà della “Vocazione del Capo” e si svilupperà il significato della liturgia (questo strumento sarà sottoposto a prossima revisione con nuovo A.E. di Co.Ca. )
- A.1.4.b: La partecipazione ad alcuni eventi ecclesiali potranno avvenire a rotazione anche in altre parrocchie di appartenenza degli scout e non solo presso la parrocchia di San Benedetto.
A.2 Branche:
Analisi-Obiettivi:
- Ci sono stati e ci saranno ancora dei problemi derivanti da una non equa distribuzione del numero di ragazzi nelle diverse fasce d’età.
- Unitarietà della proposta educativa. La comunità dei capi non è padrona come dovrebbe di una corretta visione e progettazione unitaria della progressione personale dei ragazzi
- I ragazzi presentano delle problematicità comuni: difficoltà di progettazione, poca creatività, poca praticità e uno spirito di servizio piuttosto legato alla soddisfazione personale.
- I capi il più delle volte ignorano i progetti e le attività delle altre Branche e non ne conosce gli elementi basilari. In Coca non vengono condivise le “scelte critiche” delle Branche
- Nel gruppo c’è una forte carenza della parte femminile
- Passaggi nelle altre Branche: una tradizione del Gruppo è quella di realizzare dei passaggi abbastanza “duri” che il più delle volte hanno solo il risultato di spaventare i passanti e di non rappresentare uno strumento pedagogico come indicato nel metodo. Un altro aspetto che blocca i passanti e che è causa di perdite di ragazzi, consiste nella completa ignoranza dei ragazzi nei confronti della branca in cui andranno si apprestano ad entrare.
- Genitori: ultimamente si è realizzato un forte distacco tra genitori e capi che ha portato anche a diverse incomprensioni. I genitori inoltre non sembrano di conoscere la nostra intenzionalità educativa.
- Non tutti i ragazzi partecipano alla messa domenicale
Strumenti:
- A.2.a: All’inizio di ogni anno la Coca prenderà visione della composizione numerica di tutte le Branche notando anche la suddivisione tra i sessi.
Nel caso in cui si riscontrassero dei problemi, la Coca intraprenderà delle azioni per sanarle. Sempre all’inizio dell’anno, la Coca stabilirà orientativamente il numero degli ingressi in Branco cercando anche di prendere in considerazione casi particolari.
- A.2.b: Obiettivo: Maggiore cura della PPU (vedi anche a.1.2.d) e focalizzazione di tutte le staff su ciascuno scout come un uomo e donna della partenza. A tale scopo all’inizio di ogni anno la Co.Ca. individuerà quali sono gli aspetti da curare e quindi da tenere maggiormente in considerazione durante la programmazione delle attività di Branca.
Per l’anno 2006-07 sarà necessario puntare l’attenzione su:
- progettualità dei ragazzi
- creatività/fantasia/propositività
- abilità manuale
- spirito di servizio: in branca R/S particolare risalto del servizio extrassociativo e nel campo associativo cercare di creare delle verifiche (almeno 2 volte l’anno) strutturate con i diversi capi delle Branche. La buona azione per gli eg e lc. Ogni Branca dovrà anche prevedere delle importanti attività di autofinanziamento al fine di stimolare quanto sopra riportato.
- A.2.c: Almeno ogni 3 mesi la Coca effettuerà delle verifiche con le Branche con presa visione dei singoli progetti, del lavoro svolto, dei risultati e delle problematiche. Inoltre andrà anche verificata la Staff (relazioni, difficoltà,….).
- A.2.d: Ogni branca, nel proprio progetto, dovrà considerare delle attività appositamente create e sviluppate per la parte femminile.
- A.2.e: E’ necessario che le Branche concordino una “cerimonia” per i 3 passaggi, e che tali cerimonie vengano ripetute negli anni.
Le 3 Branche dovranno anche prevedere un momento durante l’anno in cui i “partenti” partecipano ad un’attività organizzata con la branca in cui stanno per entrare (Coca compresa). Quindi nuove cerimonie dei passaggi concordate e tradizionali, cerimonie di accoglienza, corretto uso dei simboli.
- A.2.f: Ogni staff all’interno del suo programma, considererà almeno 2 incontri con i genitori dei ragazzi ( nel caso di ragazzi problematici, sarà opportuno effettuare anche degli incontri specifici con i genitori). In questi incontri si devono perseguire i seguenti obiettivi: far capire l’intenzionalità educativa, informarli sul metodo scout, informazione sull’attuale programma (progetto), chiedere eventuali suggerimenti, proporre un vero e proprio coinvolgimento (cucina campi, nastri omerali,….)
- A.2.g: Ogni staff in particolare si farà carico della partecipazione della propria branca alla messa domenicale comunitaria, anche tramite l'adozione di attività di animazione ed il recupero di tradizioni di gruppo lasciate cadere in disuso.
Ambito extrassociativo.
E.1 Oratorio - Associazionismo in genere
Analisi-Obiettivi:
La situazione oratoriana è complessa e problematica.
Da parte della famiglia salesiana da tempo l’oratorio di Gualdo non è una priorità, non sono presenti né verranno inviati salesiani in numero o in capacità sufficienti, non vi saranno più figure di riferimento salesiane come in passato all’interno dell’oratorio, che al momento aprirà solamente per attività delle associazioni iscritte o per catechismo.
Sino a quando saranno presenti le attività economiche di Verde Soggiorno e cinema-teatro dovrebbe essere garantita la gestione della struttura e quindi la possibilità delle associazioni di vivere fianco a fianco.
Il rapporto con alcuni animatori di altre associazioni non è di fiducia reciproca. In questo contesto già problematico il gruppo, anche a causa di una sua irrinunciabile specificità nella programmazione delle attività, risulta più estraneo di altri alla attività oratoriana.
Il gruppo dovrebbe essere meglio conosciuto e più partecipe all'interno dell'oratorio, in tutti gli ambiti.
E' necessario inoltre stabilire una maggiore collaborazione con i "fratelli maggiori" del M.A.S.C.I. con i quali sarebbe opportuno stabilire una collaborazione fissa (ruoli da loco svolti all'interno del gruppo) e continuativa
Strumenti:
- E.1.a: Progettare la partecipazione ad alcune attività comuni ( Natale, d. Bosco, castagnate, carnevale,…) attraverso una progettazione delle Branche. Per l’anno 2006-07 si è deciso di partecipare agli auguri di Natale, alla castagnata, alla festa di Don Bosco e alla processione di Maria ausiliatrice
- E.1.b: Utilizzare l’oratorio come opportunità di servizio extrassociativo per la Branca Rs
- E.1.c: Essere partecipativi e propositivi nella consulta oratoriana. Partecipazione alla S. Messa anche come momento ecclesiale oratoriano.
- E.1.d: Concordare con il Masci le aree di intervento comuni in modo da condividere progetti e programmi. E' necessario che il Masci conosca il progetto educativo del gruppo.
E.2 Parrocchiale
Analisi-Obiettivi:
La Coca risulta abbastanza fuori dall’attività parrocchiale, ma in generale dalla vita cattolica Gualdese.
Strumenti:
- E.2.a: Ogni staff deve conoscere quali sono gli appuntamenti che i ragazzi hanno con la loro parrocchia e quindi progettare l’attività di conseguenza (nei limiti del progetto di branca). Sia quanto concerne le cresime/comunioni, sia quanto riguarda appuntamenti fissi come le processioni,…Per l’anno 2006-07 si è deciso di partecipare alla fiaccolata del Beato angelo, alla processione del Venerdì Santo e al Corpus Domini
- E.2.b: Programmare la partecipazione del gruppo ad alcune date importanti della vita delle diverse parrocchie. Cercare di far conoscere l’attività e l’intenzionalità educativa scout attraverso la partecipazione ai consigli pastorali e attraverso la stampa locale o parrocchiale.
E.3 Ambito politico:
Analisi-Obiettivi:
La Coca negli anni ha dimostrato di non sentirsi troppo attenta ai diversi avvenimenti sia locali che globali trascurando il suo impegno politico.
Strumenti:
- E.3.a: Porre attenzione al mondo esterno cercando un maggior coinvolgimento dei capi e della intera Coca. A tal proposito, almeno una volta all'anno, la coca realizzerà un'attività di trasparenza nei confronti della comunità gualdese: rendiconto della Colonia, proposte,....
- E.3.b: Ogni staff contemplerà nel proprio programma o comunque farà in modo tale che i ragazzi partecipino ad almeno una non trascurabile attività di carattere civico/politico, riservandosi di valutare e progettare per il futuro una più attenta analisi e verifica di questo abito eccessivamente trascurato.